Accessibilità siti web: cosa sapere per adeguare il tuo sito nel 2026

Un sito web può essere considerato accessibile quando, nel rispetto delle linee guida WCAG, garantisce a tutti gli utenti l’accesso e la navigazione di servizi web senza barriere.

Il 2026 è quasi alle porte e molte aziende sono ancora incerte sui propri obblighi ed i prossimi passi da compiere in tema di Accessibilità web.

Questa incertezza sul processo da seguire emerge anche dell’analisi di Intopia, organizzazione internazionale specializzata in Accessibilità.

Su oltre 200 siti web coinvolti nell’analisi, continuano ad emergere gli errori più comuni come

  • Mancanza di testi alternativi (alt text)
  • Contrasto insufficiente tra testo e sfondo.
  • Assenza di una struttura semantica corretta.
  • Elementi non navigabili da tastiera.

Con l’entrata in vigore dell’European Accessibility Act, il 28 giugno 2025, si è ampliata inoltre la platea dei soggetti e dei prodotti e servizi tenuti a rispettare i requisiti di accessibilità.

Che cosa si intende allora per Accessibilità, quali sono i requisiti tecnici di riferimento di un sito web e come verificare l’accessibilità di un sito. Vediamolo meglio insieme in questo articolo.

Accessibilità Web: una definizione

Per Accessibilità Web si intende la capacità dei sistemi informatici di erogare servizi e fornire informazioni fruibili, senza discriminazioni, anche nei confronti di coloro che a causa di impedimenti transitori o permanenti necessitano di tecnologie assistive o configurazioni particolari.

Questo significa garantire che tutte le persone, comprese quelle con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive, possano accedere, comprendere e interagire con il contenuto web in modo efficace.

Una panoramica sull'Accessibilità digitale. Scarica l'infografica

Normativa Accessibilità Web: la panoramica per l’Italia

Con l’emanazione del Decreto-legge 16 luglio 2020 anche conosciuto come «Decreto Semplificazioni», l’applicabilità della Legge Stanca è stata estesa anche ai soggetti privati, ovvero, aziende che abbiano conseguito un fatturato medio superiore ai 500 milioni di euro negli ultimi tre anni.

Per garantire la conformità alla normativa, i soggetti erogatori che rientrano nella Legge Stanca sono inoltre obbligati, entro il 23 settembre di ogni anno alla redazione e pubblicazione della Dichiarazione di Accessibilità.

Secondo la normativa vigente in tema di Accessibilità, un servizio digitale può definirsi “conforme” se soddisfa tutti i criteri della norma o della specifica tecnica. In caso contrario, il sito può essere dichiarato:

  • parzialmente conforme se vengono soddisfatti 26 criteri su 50 in quanto, la parziale conformità si ha nel momento in cui viene rispettata la maggior parte delle prescrizioni della normazione o della specifica tecnica.
  • non conforme se vengono violati la maggior parte delle prescrizioni della norma o della specifica tecnica

Per poter dichiarare questo è necessario procedere con l’esecuzione di verifiche di accessibilità seguendo i requisiti tecnici definiti dalla normativa.

Linee guida AgID sull’Accessibilità digitale: aggiornamenti di Marzo 2026

Il 4 marzo 2026 AgID ha pubblicato il provvedimento n. 38/2026 contenente le nuove linee guida dedicate all’applicazione dell’EAA.

Oltre a questo, l’11 marzo 2026 AgID ha rilasciato la piattaforma per le segnalazioni. Questa piattaforma è pensata per diventare anche lo strumento con cui le aziende comunicheranno le proprie non conformità e le azioni correttive intraprese.

Attraverso la piattaforma, gli utenti hanno la possibilità di segnalare eventuali non conformità indicando il servizio, il sito o l’app su cui è stato riscontrato.

AgID verifica il reclamo, coinvolge il fornitore e richiede, se necessario, documentazione aggiuntiva. I fornitori devono collaborare, fornire prove di conformità (WCAG 2.1, EN 301 549) e contribuire alla risoluzione delle criticità.

In caso di inadempimento, le sanzioni vanno:

  • Per le PMI: da 2.500 a 40.000 euro per singola violazione.
  • Per aziende con fatturato medio triennale > 500 milioni di euro: fino al 5% del fatturato
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Normativa sull’Accessibilità web a confronto: Legge Stanca VS European Accessibility Act

Come affermato in precedenza, in Italia la normativa di riferimento per l’Accessibilità Web è Legge Stanca, legge che obbliga la Pubblica Amministrazione ed i privati, con un fatturato medio superiore a 500 milioni di euro negli ultimi tre anni, a garantire che i servizi digitali siano accessibili a tutti, inclusi i soggetti con disabilità. 

A livello Europeo invece, l’ultima importante direttiva sull’Accessibilità Web l’European Accessibility Act, è stata emanata nel 2019 estendendo gli obblighi di accessibilità a tutti i soggetti economici definiti nel D.Lgs. 82/2022, con più di 10 dipendenti e fatturato superiore ai 2 milioni di euro, obbligati a partire dal 28 Giugno 2025 all’immissione sul mercato di prodotti e servizi già Accessibili.

L’European Accessibility Act si applicherà:

  • Dal 28 giugno 2025 per tutti i nuovi prodotti e servizi
  • I prodotti già immessi sul mercato prima del 28 giugno 2025 potranno continuare a essere venduti fino al 28 giugno 2030, anche se non conformi
  • I servizi forniti prima del 28 giugno 2025 dovranno essere adeguati entro il 28 giugno 2030, salvo modifiche sostanziali che comportino l’obbligo immediato di conformità.

In Italia, il recepimento della Direttiva Europea è avvenuto con il D.Lgs. 82/2022, che ha esteso notevolmente l’ambito di applicazione della Legge Stanca. Si tratta di due quadri normativi distinti e complementari:

  • L’European Accessibility Act si applica a determinati prodotti e servizi digitali commercializzati da operatori economici pubblici e privati.
  • La Legge Stanca si concentra sull’accessibilità delle piattaforme digitali degli enti pubblici e di alcune grandi imprese private.
NormativaDestinatariAmbito di applicazioneSoglieSanzioniEntrata in vigoreDichiarazione di Accessibilità
Legge Stanca•PA
•Soggetti privati
Strumenti informatici per mezzo dei quali vengono erogati i servizi ritenuti essenziali.>500M € fatturatoSanzioni fino al 5% del fatturato a tutte le realtà aziendali.2004✅SI
European Accessibility Act•Fabbricanti •Importatori •Distributori
•Fornitori di servizi
•Prodotti immessi sul mercato per la prima volta dopo il 28 giugno 2025 («nuovi prodotti»).
•Servizi forniti ai consumatori dal 28 giugno 2025 con deroga alle misure transitorie del Decreto stesso.
>2M € fatturato e >10 dipendentiSanzioni da 5.000 a 40.000 euro per ciascun prodotto/servizio non conforme ai requisiti di accessibilità + ritiro dal mercato.28 giugno 2025❌NO

L’assoggettamento a una delle due normative non implica automaticamente l’assoggettamento all’altra. Ciascun operatore è chiamato a verificare i propri obblighi in relazione a entrambe: in base al proprio ruolo, al tipo di attività svolta e alle soglie economiche rilevanti.

Per i prodotti e servizi già esistenti, è previsto un periodo transitorio di adeguamento che terminerà il 28 Giugno 2030.

Attraverso l’emanazione di queste normative si mira a garantire alle persone con disabilità una società più inclusiva. L’obiettivo è quello di eliminare gli ostacoli creati da norme divergenti negli Stati membri stabilendo così i requisiti minimi di Accessibilità per determinati prodotti o servizi, tra cui computer e dispositivi mobili, servizi bancari, elettronica di consumo, trasporti, e-commerce, apparecchiature mediche.

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I requisiti tecnici di accessibilità di un sito web

La legge per l’accessibilità web sopra citata trova applicazione nei requisiti tecnici di accessibilità che riguardano:

  • WCAG 2.2 (W3C)
  • UNI CEI EN 30154: normativa che, basandosi sui principi cardini delle WCAG 2.1, stabilisce uno standard europeo per garantire il rispetto dei principi e dei requisiti di accessibilità per prodotti e servizi ICT (Hardware, web, documenti non web, software, applicazioni Mobili, documentazione e servizi di supporto).

Le WCAG 2.2 rappresentano lo standard universale delle linee guida necessarie a definire specifiche tecniche per rendere i contenuti web accessibili alle persone con disabilità.

Le WCAG poggiano le proprie basi su 4 pilastri fondamentali che devono essere rispettati affinché i contenuti web possano considerarsi accessibili. Stiamo parlando dei cosiddetti principi POUR.

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Principi pilastro dell’Accessibilità Web: I principi POUR

I principi che fanno da pilastri all’accessibilità web sono:

  1. Percepibile: riguarda i sensi di percezione che le persone utilizzano durante la navigazione sul web (eventuale utilizzo di tecnologie assistive).
  2. Utilizzabile: i contenuti e la navigazione devono essere utilizzabili per semplificare l’interazione dell’utente.
  3. Comprensibile: i termini utilizzati in un sito web devono essere chiari, avere istruzioni semplici e spiegare o guidare nella comprensione di attività complesse.
  4. Robusto: il contenuto deve poter essere interpretato in maniera affidabile da una grande varietà di programmi utente, comprese le tecnologie assistive.

Dobbiamo immaginare le WCAG come una sorta di piramide. Al vertice abbiamo i 4 principi POUR, ogni principio si articola in 12 linee guida specifiche che a loro volta vengono suddivise in criteri di successo che aiutano gli sviluppatori web a creare contenuti accessibili.

I criteri di successo si articolano su 3 livelli:

  • A – livello di conformità minimo. Rappresenta il criterio base di soddisfazione dei requisiti sull’accessibilità. Garantisce un accesso fondamentale ai contenuti web per le persone con disabilità. Alcuni esempi di linee guida che rientrano in questo livello di conformità sono correttezza del contrast ratio utilizzato, presenza delle alternative per il contenuto non testuale, garanzia di utilizzo delle funzionalità anche con navigazione da tastiera.
  • AA- livello di conformità medio. Rappresentano dei criteri aggiuntivi e garantiscono un accesso più avanzato ai contenuti web da parte di soggetti con disabilità. Alcuni esempi di linee guida che rientrano in questo livello sono la presenza dei sottotitoli nei contenuti multimediali, comprensibilità del linguaggio, regolazione delle dimensioni del testo.
  • AAA – livello di conformità massimo. Prevede delle indicazioni più rigorose, garantendo che i contenuti siano completamente accessibili alle persone con disabilità cognitive e visive.

Accessibilità web: quali sono gli obblighi per i privati

Che cosa prevede la normativa sull’Accessibilità Web per i privati?

Gli obblighi in materia di Accessibilità web per i privati attualmente riguardano solo le aziende con un fatturato superiore negli ultimi 3 anni a 500 milioni di euro.

A partire dal 28 giugno 2025 questi obblighi saranno estesi a tutte le aziende con fatturato superiore ai 2 milioni di euro e più di 10 dipendenti. Nel dettaglio, per garantire l’accessibilità dei siti web, le aziende private hanno l’obbligo di:

  • Condurre una verifica di accessibilità dei siti web per rilevare le non conformità e risolverle in modo da raggiungere la conformità livello AA delle linee guida WCAG 2.2.
  • Pubblicare e aggiornare, per ciascun touchpoint, una Dichiarazione di accessibilità entro il 23 settembre di ogni anno.
  • Predisporre un meccanismo di feedback, per consentire agli utenti di inviare segnalazioni inerenti all’accessibilità dei portali.

In caso di mancato adempimento l’Agenzia per l’Italia Digitale (AgID) applica una sanzione amministrativa pecuniaria fino al 5% del fatturato.

Per le aziende private, rendere i propri touchpoint digitali accessibili non è solo una questione normativa. Oltre ai rischi legati a sanzioni pecuniarie, la mancata accessibilità di un touchpoint sottopone l’azienda ad ulteriori svantaggi come:

  • Perdita del traffico al sito
  • Danni sulla reputazione aziendale
  • Impatti sul posizionamento SEO del touchpoint
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Accessibilità e-commerce

Quando parliamo di Accessibilità dei siti web l’obbligo normativo comprende anche i siti e-commerce.

L’Accessibilità non è solo una questione etica o normativa ma anche un’opportunità di business che le aziende rischiano di perdere se non decidono di intervenire.

Da una ricerca condotta da WebAIM nel 2024 emerge come ancora, nonostante un decremento rispetto al 2023, il 95,9% delle Homepage presenta ancora errori di Accessibilità.

In particolare, con focus sull’e-commerce, i siti di shopping sono il 46,6% meno accessibili rispetto alla media con circa 83,3 errori per pagina.

Questi dati ci fanno capire l’impatto e la fetta di mercato che i siti e-commerce non Accessibili rischiano di perdere, considerando inoltre che il potere di acquisto delle persone con disabilità solo in Italia è di circa 40 miliardi di euro. (Fonte: Istat)

Come rendere un e-commerce Accessibile?

Quando parliamo di siti web accessibili, gli aspetti che devono essere garantiti indipendentemente dalla tipologia del sito sono:

  • Garantire che il sito web sia navigabile da tastiera. Le funzionalità del sito devono essere navigabili da tastiera, facilitando l’uso per chi ha difficoltà motorie.
  • Utilizzo di Testi Alternativi per le immagini. Le immagini descrittive devono essere arricchite da un testo alternativo che ne fornisca una descrizione dettagliata permettendo ai lettori di schermo di interpretarle correttamente.
  • Contrasto adeguato. Deve essere presente un contrasto di colori sufficiente tra testo e sfondo per facilitare la lettura. Il rapporto di contrasto minimo dovrebbe essere 4.5:1 per il testo standard e 3:1 per i testi più grandi.

Con riferimento al caso specifico dell’accessibilità e-commerce, le aree sulle quali concentrarci potrebbero essere:

  • Garantire un Servizio clienti Accessibile attraverso la messa a disposizione di molteplici canali di comunicazione per consentire, ad utenti con esigenze diverse, di essere supportati in maniera efficace.
  • Descrivere i prodotti attraverso un linguaggio chiaro, testi alternativi per immagini e video in modo che lo screen reader sia in grado di interpretarli oltre all’utilizzo di un contrasto di colori adeguato per garantirne la corretta leggibilità.
  • Ottimizzare il processo di checkout in modo da renderlo facilmente navigabile tramite tecnologie assistive.
  • Creare form di pagamento dotati di istruzioni facilmente comprensibili ed etichette visibili.
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E-commerce accessibile: quali sono i vantaggi

Garantire l’accessibilità degli e-commerce porta con sé una serie di vantaggi legati a:

  • Aumento del pubblico potenziale: solo in Italia circa il 21% della popolazione presenta impedimenti permanenti o temporanei. Un sito accessibile permette di includere anche questa fetta di pubblico con conseguenze dirette sull’aumento del traffico del sito web. Secondo una ricerca di Semrush il 73,4% dei siti web ha visto una crescita del traffico dopo aver intrapreso degli interventi per rendere i propri touchpoint Accessibili.
  • Migliori performance SEO: molte delle linee guida per l’Accessibilità si sovrappongono con le pratiche SEO. L’uso di testi alternativi, una struttura chiara delle pagine e una navigazione intuitiva garantiscono una maggiore visibilità sui motori di ricerca.
  • Incremento della reputazione aziendale e fidelizzazione del cliente: Un’esperienza utente positiva, inclusiva e fluida aiuta a costruire la fiducia del cliente con un impatto diretto sulla sua tendenza al riacquisto. Circa l’82% degli utenti infatti, dichiara di tornare ad acquistare su un sito web che si riveli Accessibile.

Quando un sito web può essere considerato Accessibile

Cercando di ricollegare quanto detto fino ad ora, un sito web può essere considerato accessibile quando quest’ultimo può essere utilizzato da tutte le persone, indipendentemente dalle loro capacità o disabilità, senza incontrare barriere o ostacoli nell’accesso al contenuto o nell’utilizzo delle funzionalità. In sintesi, un sito web può essere considerato Accessibile quando soddisfa i principi e le linee guida del Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) stabilite per l’accessibilità web.

In termini pratici, significa che il contenuto web deve essere progettato e sviluppato in modo da essere comprensibile, navigabile e operabile per una vasta gamma di utenti, inclusi quelli con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive. Ciò può includere l’uso di testo alternativo per le immagini, la corretta strutturazione del contenuto mediante l’uso di elementi HTML semanticamente corretti, la progettazione di interfacce utente flessibili che consentano agli utenti di personalizzare le impostazioni secondo le proprie esigenze e molto altro ancora.

Inoltre, i siti accessibili dovrebbe essere compatibile con una varietà di tecnologie assistive, come lettori di schermo, tastiere alternative e software di ingrandimento del testo, per consentire agli utenti con disabilità di accedere al contenuto e interagire con esso in modo efficace.

Una volta aver compreso i requisiti di un contenuto accessibile, vediamo alcuni esempi di casi di inaccessibilità:

  • Un sito non è Accessibile se il contrasto tra lo sfondo e il testo non è sufficiente a garantirne la visione da parte di tutte le persone, comprese quelle con disabilità visive. Il contrast ratio per i contenuti testuali deve essere di minimo 4.5:1. Di seguito un esempio di contrasto insufficiente rilevato attraverso l’utilizzo dello strumento WebAIM Contrast Checker.
Esempio di contenuto testuale non accessibile con contrast ratio di 1.87:1
  • Un sito non è Accessibile se contiene dei contenuti video privi di alternative (es. sottotitoli, audiodescrizione) utili a renderli fruibili a tutte le persone, comprese quelle con disabilità uditive o cognitive.
  • Un sito non è Accessibile se contiene delle immagini non decorative prive di alternative testuali utili a rendere il contenuto fruibile a tutte le persone, comprese quelle con disabilità visive o cognitive. Di seguito un esempio di porzione di codice dal quale emerge come l’immagine di riferimento, che contribuisce alla definizione del contenuto della pagina, presenti un testo alternativo vuoto.
<img decoding="async" width="624" height="389" src="https://www.gung.it/wp-content/uploads/2023/05/Immagine-processo-Preparazione.png" alt="" class="wp-image-2600">
  • Un sito non è Accessibile se tutti i contenuti e le funzionalità non sono raggiungibili e utilizzabili tramite la navigazione da tastiera.
  • Un sito non è Accessibile se non garantisce a tutti gli utenti di sapersi orientare nelle pagine grazie all’organizzazione dei titoli e dei contenuti.
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Siti Accessibili: come intervenire

Per l’accessibilità del sito, e qualsiasi altra tecnologia web, In Gung definiamo un processo end to end per le verifiche di accessibilità su tutti i touchpoint.

  1. Partiamo da un Assessment completo per individuare le non conformità e i contenuti non accessibili del sito web, suggerendo le soluzioni da applicare per rendere il sito compliant.
  2. Proseguiamo nella definizione dei processi di verifica e controllo periodici.
  3. Supportiamo la fase di test a seguito delle normali procedure di change e upgrade dei diversi touchpoint.

La conduzione di un Assessment è basata sulla navigazione strutturata del sito. La verifica di accessibilità del sito viene organizzata in base a una checklist di controlli che permettono di verificare la conformità del sito rispetto alle linee guida WCAG.

Il sito, inoltre, viene navigato utilizzando tecnologie assistive (navigazione tramite l’utilizzo di tastiera e di screen reader). Le attività sono prevalentemente svolte manualmente; compresa, per alcune linee guida, la verifica puntuale del codice HTML che costituisce la pagina web.

Per alcuni controlli specifici vengono utilizzati degli strumenti per la rilevazione automatica degli errori che servono a coadiuvare le verifiche manuali. Un esempio è l’utilizzo di WebAIM Contrast Checker per la verifica della contrast ratio.

A seguito dell’Assessment, viene consegnata la documentazione riepilogativa delle non conformità rilevate.
A livello di progetto complessivo; una volta rilasciata la documentazione, viene organizzata l’attività di Remediation utile a correggere le non conformità. A seguito della Remediation, può essere previsto un secondo Assessment per validare le attività correttive.

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Accessibilità siti web: strumenti per condurre l’analisi

Le attività manuali di navigazione e verifica di accessibilità del sito web possono essere affiancate dall’utilizzo di strumenti automatici che aiutano a individuare potenziali errori.

È bene in ogni caso ricordare che l’utilizzo di strumenti automatici non sostituisce la navigazione strutturata del sito e non è in grado di rilevare alcune problematiche che possono essere verificate solo tramite controlli manuali.

Alcuni ottimi strumenti che possono essere utilizzati per eseguire un controllo dell’accessibilità dei siti web sono:

  • WEB Aim Contrast Checker
  • SiteImprove Accessibility Checker
  • MAUVE++
  • IBM Accessibility Checker
  • WAVE web accessibility evaluation tool

Accessibility Overlay: cosa sono e perchè non garantiscono la piena conformità

Gli Accessibility Overlay sono strumenti che vengono installati sui siti web, spesso sotto forma di plugin, con l’obiettivo di aggiungere funzionalità destinate a migliorarne l’accessibilità. In realtà, come affermato dalla Commissione Europea:

Gli Accessibility Overlay o altri strumenti che non garantiscono che il sito web stesso soddisfi i criteri dettagliati dello standard, non sono una soluzione appropriata. È meglio risolvere i problemi di accessibilità alla fonte.

L’illusione di una conformità automatica può portare le aziende a trascurare interventi strutturali più profondi, come la corretta semantica del codice HTML, la compatibilità con screen reader o la navigabilità da tastiera. Inoltre, diversi studi e segnalazioni da parte della comunità di persone con disabilità evidenziano che gli overlay possono creare conflitti con le tecnologie assistive, peggiorando l’esperienza utente anziché migliorarla.

Secondo un’analisi condotta da WebAIM nel 2023, oltre il 70% dei siti che utilizzano overlay presentano ancora errori critici di accessibilità, dimostrando che questi strumenti non sostituiscono un approccio by design all’accessibilità.

Accessibility Overlay: limiti e soluzioni

Tra i principali limiti e rischi a cui le aziende possono andare incontro abbiamo che:

  1. Attraverso gli Overlay è possibile rilevare le non conformità riguardanti al massimo il 30% dei criteri di successo previsti dalle linee guida.
  2. Peggiorano le performance del sito: l’installazione di overlay potrebbe comportare tempi di caricamento delle pagine più lunghi e un’esperienza utente meno efficiente.
  3. Sono incompatibili con le tecnologie assistive: la Commissione Europea, ha segnalato che alcuni Accessibility Overlays interferiscono con le tecnologie assistive utilizzate dalle persone con disabilità.

Per far fronte a questi limiti, quello che le aziende possono fare è:

  1. Affidare la conduzione degli Assessment di Accessibilità ai team aziendali che possano verificare l’accessibilità e la conformità ai requisiti in modo manuale.
  2. Utilizzare strumenti automatici e semi automatici solo per coadiuvare le verifiche manuali, senza sostituirsi ad esse.
  3. Formare i team aziendali per fornire le best practice necessarie a mantenere l’accessibilità nel tempo.

Dichiarazione di Accessibilità: come redigerla

Per dare evidenza dell’Accessibilità o meno di un sito web o applicazione mobile è necessario redigere e pubblicare entro il 23 settembre di ogni anno la Dichiarazione di Accessibilità.

Per quali tipologie di touchpoint deve essere pubblicata la dichiarazione di accessibilità?

La risposta è per ogni tipologia di touchpoint sottoposto ad analisi. Le modalità di pubblicazione variano a seconda del touchpoint considerato. Deve essere pubblicata:

  • Per i siti web all’interno del footer, indicando la label “Dichiarazione di accessibilità” o “Accessibilità” e rinviando o a una pagina contenente la Dichiarazione di accessibilità o a una pagina contenente ulteriori informazioni, tra cui il collegamento alla Dichiarazione di accessibilità
  • Per le applicazioni mobile, nella sezione dedicata alle informazioni generali riportate nello store e nel relativo sito web del soggetto erogatore

Attraverso la Dichiarazione di Accessibilità è possibile rendere pubblica la conformità totale o parziale del sito web oppure la sua non conformità.

Le sezioni di cui si compone sono 2:

La prima sezione presenta i contenuti previsti dalla  Decisione di esecuzione UE 2018/1523: 

  • Stato di conformità 
  • Dichiarazione di contenuti, sezioni e funzioni non accessibili, in caso di non conformità parziale o totale 
  • Indicazione del Meccanismo  di feedback e recapiti dell’amministrazione 
  • Procedura di attuazione (Difensore Civico Digitale)  

La seconda sezione invece è composta da: 

  • Informazioni sul sito o applicazione mobile 
  • Informazioni sull’amministrazione 

L’AgID ci viene in aiuto mettendo a disposizione un modello da poter personalizzare per la sua compilazione. Per i privati, è il soggetto erogatore che è tenuto a pubblicare la Dichiarazione di Accessibilità per ciascun sito web e app che eroghi servizi digitali al pubblico. La dichiarazione deve inoltre essere aggiornata periodicamente, prevedendo al suo interno le modalità ed i riferimenti per consentire le segnalazioni di inaccessibilità da parte dell’utenza.

Template Dichiarazione di Accessibilità. Redigi e pubblica la tua dichiarazione entro il 23 settembre. Clicca per scaricare il template

Domande Frequenti Accessibilità siti web

A pochi mesi dall’entrata in vigore dell’European Accessibility Act sono tanti i dubbi delle aziende relativamente a quando un sito web può essere considerato accessibile. Di seguito abbiamo raccolto le domande più frequenti sul tema.

Requisiti tecnici di accessibilità di un sito web: cosa riguardano?

L’Accessibilità dei siti web viene definita relativamente al rispetto dei requisiti tecnici di riferimento ovvero:
–WCAG 2.2 (W3C)
–UNI CEI EN 30154: normativa che, basandosi sui principi cardini delle WCAG 2.1, stabilisce uno standard europeo per garantire il rispetto dei principi e dei requisiti di accessibilità per prodotti e servizi ICT (Hardware, web, documenti non web, software, applicazioni Mobili, documentazione e servizi di supporto).

Le WCAG 2.2 rappresentano lo standard universale delle linee guida necessarie a definire specifiche tecniche per rendere i contenuti web accessibili alle persone con disabilità.
Le WCAG poggiano le proprie basi su 4 pilastri fondamentali che devono essere rispettati affinché i contenuti web possano considerarsi accessibili. Stiamo parlando dei cosiddetti principi POUR.

Un sito può essere considerato accessibile quando?

Un sito web può essere considerato Accessibile quando soddisfa i principi e le linee guida del Web Content Accessibility Guidelines (WCAG) stabilite per l’accessibilità web.
Il contenuto web deve essere progettato e sviluppato in modo da essere comprensibile, navigabile e operabile per una vasta gamma di utenti, inclusi quelli con disabilità visive, uditive, motorie o cognitive.

Quali sono i principi che fanno da pilastro all’accessibilità web?

Secondo la normativa vigente, un sito web è considerato accessibile quando risponde ai seguenti principi POUR, principi che fanno da pilastri all’accessibilità web:
–Percepibile: riguarda i sensi di percezione che le persone utilizzano durante la navigazione sul web (eventuale utilizzo di tecnologie assistive).
–Utilizzabile: i contenuti e la navigazione devono essere utilizzabili per semplificare l’interazione dell’utente.
–Comprensibile: i termini utilizzati in un sito web devono essere chiari, avere istruzioni semplici e spiegare o guidare nella comprensione di attività complesse.
–Robusto: il contenuto deve poter essere interpretato in maniera affidabile da una grande varietà di programmi utente, comprese le tecnologie assistive.

accessibilità Web normativa: in cosa consiste l’obbligo, a quali linee guida bisogna essere compliant e come certificare la conformità?

Entro il 28 Giugno 2025, i touchpoint digitali previsti dalla direttiva, di aziende private con più di 10 dipendenti e fatturato maggiore di 2 milioni di euro, dovranno essere Accessibili. Le linee guida di riferimento sono quelle definite dalle WCAG 2.2.

La normativa di accessibilità riguarda qualsiasi sito web compresi i siti B2B?

Sì, riguarda qualsiasi touchpoint digitale, sito web, app, sito e-commerce, senza distinzione tra B2B e B2C. L’accessibilità deve essere garantita anche per i portali di comunicazione interni alle aziende. Nonostante questo la di priorità di intervento è data ai touchpoint esposti al pubblico.

L’obbligo della Dichiarazione di Accessibilità resta solo per la Pubblica Amministrazione ed i privati previsti dalla legge 2004 oppure viene esteso anche alla platea prevista dall’ European Accessibility Act?

La dichiarazione di accessibilità rimane un’obbligo solo per i siti di soggetti privati che rientrano nella Legge Stanca ma (da chiarire meglio da parte di AgID) che non rientrano nell’EAA. Questo si evince nel comma 3 dell’art. 25 del Decreto 82/2022:
“Fatto salvo quanto previsto dal comma 1, ultimo periodo, dell’articolo 24, a decorrere dal 28 giugno 2025, ai soggetti che erogano i servizi disciplinati dal presente decreto non si applicano le disposizioni di cui agli articoli 3-bis, comma 3, 3-ter, 3-quater, 3-quinquies, 4, commi 2 e 2-bis, della legge 9 gennaio 2004, n. 4.”

La data ultima del 28 giugno 2025 vale per tutti i siti web o solo per prodotti/servizi nuovi?

Vale per tutti i touchpoint indicati nella direttiva. Dal 29/06/2025, nessun nuovo prodotto e servizio potrà essere immesso sul mercato senza rispettare i requisiti di Accessibilità pena il ritiro del prodotto e sanzioni fino a 40.000 euro.
Per i prodotti e servizi già esistenti l’accessibilità del touchpoint dovrà essere garantita entro il 28 giugno 2030.

Se il sito è “informativo”, per esempio il sito vetrina di un’azienda che non prevede la vendita di servizi o beni, rientra nell’adeguamento?

Sì, tutti i touchpoint e contenuti esposti al pubblico devono risultare accessibile e facilmente fruibili a tutti.

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